Bottiglie in plastica: sono davvero sicure? Scopriamolo insieme
Da sempre l’acqua è considerata un toccasana per il nostro benessere fisico e, soprattutto negli ultimi anni, il suo consumo è aumentato notevolmente. Basti pensare che il numero di marche di acqua minerale in commercio sfiora quota 300 e la maggior parte è confezionata in PET. Questo materiale, derivato dal petrolio e infrangibile, è sicuro se utilizzato correttamente, ma può presentare rischi per la salute se non vengono rispettate le corrette modalità di conservazione.
Sull’etichetta di ogni bottiglia è riportata la dicitura: “Conservare in un luogo fresco, asciutto, pulito e al riparo da luce e fonti di calore”. Non è un dettaglio: serve a evitare il rilascio di sostanze potenzialmente dannose.
È stato dimostrato che, se esposte a temperature elevate per settimane, le bottiglie possono rilasciare sostanze come Bisfenolo e Acetaldeide. Quest’ultima è classificata come cancerogeno e il calore ne facilita la migrazione nel liquido.
Anche l’usura del materiale incide: riutilizzare le bottiglie di plastica è una cattiva abitudine. Ancora peggio usarle per contenere sostanze oleose o alcoliche, che favoriscono il rilascio di composti chimici.
Anche se il consumatore può conservare correttamente le bottiglie, resta il problema della filiera. Camion esposti al sole e bancali lasciati all’aperto sono situazioni frequenti, soprattutto in estate, e rappresentano un rischio reale.
L’unica prevenzione concreta è semplice: preferire il vetro, riutilizzabile e stabile, oppure alternare con acqua del rubinetto, utilizzando contenitori sicuri e sostituendo quelli usurati.
Dott.ssa Isabella De Vita
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